Per molte imprese il termine iperammortamento richiama una misura già conosciuta, sostituita negli ultimi anni dai crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0.
Il nuovo impianto normativo, però, non rappresenta un semplice ritorno al passato.
Accanto al ritorno della maggiorazione fiscale del costo del bene, la nuova disciplina introduce un ambito di applicazione più ampio rispetto alle precedenti misure e un livello di beneficio che, per molte imprese, può risultare particolarmente interessante.

Un beneficio che può superare quello del credito d’imposta 4.0

Il nuovo iperammortamento consente di maggiorare il costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili nella misura del:
• 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
• 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro;
• 50% per la quota compresa tra 10 e 20 milioni di euro.
Per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro il beneficio può tradursi in un risparmio IRES pari al 43,2%, indipendentemente dal conseguimento di obiettivi di efficientamento energetico, rendendo la misura particolarmente competitiva rispetto ai precedenti strumenti di agevolazione.

Non solo macchinari: si amplia il perimetro delle spese agevolabili

Una delle principali novità riguarda proprio gli investimenti che possono beneficiare dell’agevolazione.

Accanto ai beni materiali 4.0 e ai beni immateriali interconnessi, il nuovo impianto amplia l’elenco delle tecnologie agevolabili.

Tra i beni immateriali trovano spazio, ad esempio, software e piattaforme dedicate alla progettazione, simulazione, sistemi di supporto alle decisioni basati su AI, infrastrutture cloud ed edge, cybersecurity industriale, sistemi MES, SCADA, IoT e applicazioni di realtà estesa.
La misura comprende inoltre una categoria completamente nuova dedicata agli investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinate all’autoconsumo, includendo anche sistemi di accumulo, trasformatori, servizi ausiliari e altri componenti funzionali degli impianti.

Rimane la procedura del Piano Transizione 5.0, ma aumenta l’attenzione nel tempo

Dal punto di vista operativo, la procedura di accesso riprende l’impostazione già adottata nel Piano Transizione 5.0.
La vera novità riguarda però la fase successiva all’investimento.
Non è sufficiente dimostrare il possesso dei requisiti al momento dell’agevolazione: per tutta la durata dell’ammortamento del bene è previsto un monitoraggio del mantenimento delle condizioni che hanno consentito l’accesso al beneficio, attraverso una relazione annuale che documenti la permanenza dei requisiti richiesti.
Si tratta di un elemento che rende ancora più importante impostare correttamente il progetto fin dall’inizio e organizzare una gestione documentale che accompagni l’intero periodo di fruizione dell’agevolazione.

Un investimento che richiede competenze diverse

L’iperammortamento non è soltanto una misura fiscale.

La corretta individuazione dei beni agevolabili, la verifica dei requisiti tecnici, la gestione documentale, il coordinamento con fornitori, tecnici asseveratori e consulenti fiscali e il mantenimento dei requisiti nel tempo richiedono competenze che difficilmente appartengono a un’unica figura professionale.

Per questo SKAN affianca le imprese fin dalle prime fasi dell’investimento, coordinando gli aspetti tecnici, economici e amministrativi e supportandole durante tutto il ciclo di vita dell’agevolazione, dalla pianificazione iniziale fino agli adempimenti richiesti negli anni successivi.

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