Quando leggono il titolo “Bando Scienze della Vita”, molte imprese concludono immediatamente che si tratti di un’opportunità riservata al settore sanitario, farmaceutico o biomedicale.
Nella pratica, però, il criterio di ammissibilità è diverso.
Ciò che viene valutato non è il settore in cui opera l’impresa, ma l’ambito applicativo del progetto
Se l’innovazione sviluppata trova applicazione nei settori della salute, della qualità della vita, dell’agroalimentare o della bioeconomia, il progetto potrebbe essere ammissibile anche se l’impresa opera, ad esempio, nell’ICT, nell’automazione, nella meccatronica, nell’elettronica o nell’Intelligenza Artificiale.
Dal 27 luglio al 21 settembre 2026, la Regione Friuli-Venezia Giulia apre il nuovo Bando Scienze della Vita, che sostiene progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e validazione di tecnologie innovative con contributi fino al 70% delle spese ammissibili e un contributo massimo di 500.000 euro. I progetti devono collocarsi tra i livelli di maturità tecnologica TRL 4 e TRL 8, accompagnando l’evoluzione di idee e prototipi verso applicazioni concrete e prossime al mercato.
Non conta il codice ATECO, ma la destinazione dell’innovazione
L’elemento distintivo di questo bando è che non finanzia uno specifico settore economico, bensì progetti che sviluppano soluzioni applicabili agli ambiti individuati dalla Strategia di Specializzazione Intelligente (S4): salute, qualità della vita, agroalimentare e bioeconomia.
Questo significa che possono trovare spazio anche tecnologie sviluppate da imprese molto diverse tra loro, purché siano destinate a tali ambiti applicativi.
Alcuni esempi:
• una software house che realizza una piattaforma per il monitoraggio remoto dei pazienti;
• un’azienda di Intelligenza Artificiale che sviluppa strumenti di supporto alla diagnosi o all’analisi di dati clinici;
• un’impresa di automazione che progetta sistemi per laboratori o strutture sanitarie;
• un’azienda meccatronica che sviluppa nuove soluzioni per dispositivi medicali o per la produzione agroalimentare;
• un’impresa che realizza sensori, packaging innovativo o sistemi di monitoraggio destinati agli ambiti previsti dal bando.
In altre parole, non è l’attività economica dell’impresa a determinare l’ammissibilità, ma la finalità e il contesto di utilizzo dell’innovazione sviluppata.
La valutazione preliminare può fare la differenza
Proprio perché il confine non coincide con il settore dell’impresa, molte idee progettuali vengono escluse a priori senza una reale verifica della loro coerenza con il bando.
Una corretta analisi preliminare permette invece di valutare:
• la coerenza del progetto con le traiettorie della Strategia S4;
• il corretto livello di maturità tecnologica (TRL);
• l’inquadramento delle attività tra ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
• la corretta individuazione delle spese ammissibili.
Spesso è proprio questa fase a determinare se un progetto possa trasformarsi in una domanda di contributo concreta e competitiva.
Come può supportarti SKAN
SKAN affianca imprese, startup e spin-off nella valutazione preliminare dell’idea progettuale, verificando la coerenza del progetto con gli obiettivi del bando, individuando la traiettoria S4 più appropriata e supportando l’impresa nella definizione del corretto livello di maturità tecnologica (TRL).
Possiamo assistere il cliente nella costruzione del progetto, nella predisposizione della domanda di contributo e della documentazione tecnico-amministrativa, seguendo l’intero iter fino alla rendicontazione finale.
Grazie alla presenza nel team di un Innovation Manager certificato UNI 11814, SKAN può inoltre operare, quando previsto dalla normativa e nel rispetto dei requisiti di indipendenza, anche nell’attività di asseverazione tecnica dei progetti. Nei casi in cui l’asseverazione non possa essere svolta direttamente da SKAN perché coinvolta nella predisposizione della domanda, collaboriamo con professionisti qualificati, coordinando tutte le attività affinché l’impresa possa contare su un unico punto di riferimento durante l’intero percorso.
Il tuo progetto potrebbe rientrare nel bando senza che tu lo sappia
Se stai sviluppando una tecnologia innovativa e hai escluso questo bando perché ritieni di non operare nel settore delle “Scienze della Vita”, potrebbe valere la pena fare una verifica.

